Wu Ming – L’armata dei sonnambuli

L'armata dei sonnambuli

Se volete leggere qualcosa che vada oltre il romanzo, qualcosa che superi le vostre aspettative, che vi spiazzi tenendovi per 800 pagine a leggere, rileggere, prendere appunti, sottolineare, quello che fa per voi è l’ultima, grandiosa opera dei Wu Ming. Non voglio esagerare, ma in questo caso si tratta realmente di un’opera grandiosa per quello che affronta e per il modo in cui riesce a farlo. Definire L’armata dei sonnambuli facendo ricorso alle classificazioni letterarie consolidate è un impresa, che mi sembra, ardua e sostanzialmente inutile. In molti troverebbero tracce del romanzo storico, le quali sono innegabili nell’impianto complessivo dell’opera, ma la realtà è che qua si va oltre e si battono terreni inesplorati, si tratta di esperimenti che in Q trovarono un primo accenno, un primo spazio in cui emergere, ma che ne L’armata trovano una chiara definizione. Continua a leggere

Philipp Meyer – Il figlio

Il figlio - Philipp Meyer

Ci sono due cose che devo ammettere: la prima è che non conoscevo Phillip Meyer, la seconda è che un romanzo così ben costruito non mi capitava tra le mani da un sacco di tempo. Phillip Meyer ha esordito con Ruggine Americana (Einaudi) in cui racconta il crollo dell’impero industriale americano e la frantumazione di quel “sogno americano” che tanto ha segnato l’immaginario collettivo occidentale e non solo. In un percorso a ritroso, ne Il figlio Meyer affronta le origini di quell’impero, proprio quelle prime fasi in cui viene creata quella mitologia su cui si fonda l’identità americana. Continua a leggere

Silvia Avallone – Marina Bellezza

Marina Bellezza“Un chiarore diffuso risplendeva da qualche parte in mezzo ai boschi, a una decina di chilometri dalla strada provinciale 100 stretta tra due colossali montagne nere. Era l’unico segnale che una forma di vita abitava ancora quella valle, sul confine nudo e dimenticato della provincia.”

Comincia così l’ultimo romanzo di Silvia Avallone, Marina Bellezza, libro riuscito ma che nasconde comunque alcune debolezze. L’autrice sicuramente dispone di talento, che aveva già dimostrato di possedere con il precedente e pluripremiato Acciaio, e che con queste nuove 509 pagine sembra confermarsi nuovamente. Continua a leggere

Mathias Énard – Via dei ladri

Via dei ladri“Gli uomini sono cani, si strusciano fra loro nella miseria, si rotolano nella sporcizia, e non sanno come uscirne, passano le giornate stesi nella polvere e leccarsi il pelo e il sesso, pronti a tutto per il pezzo di carne o l’osso marcio che qualcuno vorrà gettargli, e io sono come loro un essere umano quindi un rifiuto immondo schiavo degli istinti, un cane, un cane che morde quando ha paura e cerca le carezze.”

Sul fatto che Mathias  Énard sia uno dei migliori scrittori della sua generazione non sembra esserci neanche un dubbio, ed altrettanto evidente è la qualità della sua opera, mai banale, mai inutile. Continua a leggere

Dave Eggers – Ologramma per il re

Ologramma per il re“Non aveva altra scelta che mentire. Le parlò delle cose che opprimevano il suo spirito, la casa che non si vendeva, il suo odore di decomposizione, l’uomo che era annegato nel lago, i soldi che doveva a tanta gente, i soldi che gli servivano per trattare degnamente sua figlia, quella magnifica figlia che non avrebbe avuto ciò che meritava se non fosse successo qualcosa di miracoloso lì nel deserto.”

Ogni volta che Dave Eggers pubblica un libro ci si aspetta sempre qualcosa che in un modo o nell’altro sorprenda. Dal 2000, anno di uscita di quel capolavoro che è L’opera struggente di un formidabile genio, il talentuoso scrittore americano è sempre riuscito a spiazzare. Continua a leggere

Charles Dickens – Grandi speranze

 

978880619027MED“- Fai silenzio – gridò una voce terribile, mentre un uomo si rizzava tra le tombe a fianco del porticato della chiesa.

– Stai zitto, demonio, o ti taglio la gola!

Un uomo spaventoso, dal rozzo vestito di un grigio sporco, e con un ferro alla gamba. Un uomo senza cappello, con le scarpe rotte ed uno straccio legato attorno al capo. Un uomo che era stato immerso nell’acqua, invischiato dal fango, azzoppato da pietre, ferito da sassi aguzzi, punto da ortiche e scorticato da rovi; che zoppicava e tremava e guardava e ringhiava, e batteva i denti, mentre mi afferrava per il mento.

– Oh, non mi tagliate la gola, signore, – invocai terrorizzato, – vi prego, non fatelo, signore!”

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Margaret Mazzantini – Nessuno si salva da solo

Margaret Mazzantini - Nessuno si salva da solo“- Vuoi un po’ di vino? 

 Lei muove appena il mento, un gesto vago, infastidito. Assente. Dev’essere lontana, presente altrove, in qualche cosa che le sta a cuore e che naturalmente non può essere lui.”

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